Pubblicato da ac su Dicembre 6, 2008
Ti parlerò di me…
a cura di Max Luciani
Edizioni Nuove Scritture 2008
AA.VV.
pp. 213, € 16,00
Le cose hanno un’anima? Sicuramente sì, lo scopriamo leggendo le storie contenute in questo libro, un’antologia di racconti con un tema originale e affascinante: dare voce alle cose e lasciare che ci raccontino le loro storie. E quando le cose parlano le sorprese non mancano.
In questo volume gli oggetti si svelano, raccontano di sé e di ciò che vedono e odono, mostrandoci aspetti della loro vita che non immaginavamo. Gli oggetti ci rivelano pensieri e emozioni, e anche una sensibilità insospettata.
Il divano ha il gravoso compito di dover sostenere il sedere dell’avvocato ma non ha nessun potere decisionale: “Mi hanno messo lì e non mi sono più mosso. Non mi posso muovere. Dipendo totalmente dal padrone di casa”. Il fatto è che noi trattiamo gli oggetti come fossero semplici cose, dimenticandoci che possiedono un’anima: ” … ho sentito movimento in anticamera. Non è passata nemmeno a salutare. Nessuno sa che anche un divano ha dentro di sé dei sentimenti”. (pagg. 32 e 33 – Il sedere dell’avvocato)
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Pubblicato da ac su Dicembre 6, 2008


Dopo il positivo riscontro, ottenuto con la prima raccolta, intitolata “Gocce di vita”, Maristella Angeli si presenta ai lettori con una nuova silloge, intitolata “Tocchi di pennello”, dove tornano i temi trattati nel libro precedente: desiderio d’amore, amicizia, racconto della vita quotidiana, speranza ed attesa nei confronti del futuro, espresse da una persona che sa descrivere ciò che la circonda, ma sa anche trasfigurarlo con la propria immaginazione.
Questa duplice capacità della Angeli è visibile chiaramente nei seguenti versi: “Rotolo la vita / come un gomitolo / a cui aderiscono attese / preoccupazioni, ansie / affetti, felicità. / (…) Si riprende il gioco / sorprendendo il fato / innaffiandolo d’amore.”
Nell’introduzione al volume lo scrittore Sandro Orlandi sottolinea che il senso di questa raccolta è “l’espressione del sentimento con genuinità e candore, l’inno all’amore sincero e vero, quello che non ammette compromessi o ipocrisie, l’amore verso gli altri e verso la natura, verso la vita e verso se stessi e infine verso la persona che sa comprendere e apprezzare. Speranza contro il dolore, entusiasmo contro il grigiore, gioia contro la tristezza.”
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Pubblicato da ac su Dicembre 6, 2008
PO ESSIRI
DI FLORA RESTIVO – SAMPERI EDITORE 2008
Flora Restivo non è autore che ami bearsi sugli allori: il gradimento, diffuso, univoco, genuino, che ne fanno senza tema di smentita una tra le voci di spicco del panorama dialettale di questo inizio di terzo millennio, piuttosto che appagarla ne ha ampliato gli stimoli, le ha profilato più avanzate frontiere, le ha instillato inusitate “ambizioni”. I quattro anni intercorsi tra il precedente progetto, CIATU, e l’attuale lei li ha investiti negli studi, nella frequentazione assidua dei Maestri, siciliani, italiani o stranieri, nel metodico affinamento, nella inarrestabile ricerca mirati al proposito di puntare all’“elezione” del suo dialetto.
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Pubblicato da ac su Dicembre 6, 2008
da Viadellebelledonne n. zero

Kira Muratova rappresenta certamente una delle icone più significative del cinema russo contemporaneo. Impegnata fin dagli anni sessanta, tra le sue opere cinematografiche si ricordano importanti film che hanno visto la luce solo dopo il 1987 e fino ad allora censurati perchè tacciati di mancanza di senso civico. Del 1967 è Brevi incontri, una delicatissima storia d’amore contrassegnata dagli stati d’animo della giovane Nadja che stravolge la propria vita per amore di un uomo.
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Pubblicato da ac su Novembre 28, 2008

Simone Weil, figura straordinaria e contraddittoria del pensiero filosofico e religioso del Novecento, ha attraversato il suo tempo come una rapida meteora ed ha lasciato in eredità l’originalità e l’autenticità del suo percorso speculativo con il quale ancora oggi bisogna fare i conti.
Scrittrice, irrequieta, indipendente, rifiuta schemi e scuole di appartenenza e dedica la sua breve vita alla ricerca interiore tenace fondata sull’idea di partecipazione, dell’impegno e della testimonianza.
Troviamo Simone, innamorata nella contemplazione dell’intreccio tra vita e pensiero, nelle vesti di insegnante di filosofia, di operaia, di animatrice del dibattito politico, spirituale e filosofico del suo tempo.
Attraverso le sue opere si deduce che la vita è concepita dal suo pensiero come una ricerca continua motivata dal bisogno di fare esperienza, affidandosi alla partecipazione vissuta con intensa emotività.
Dalla riflessione intorno ai suoi scritti, si comprende ancora la grandezza della Weil, la cui conquista spirituale indaga il complesso mondo delle idee e del pensiero, che mostrano l’autentica scelta di libertà in favore della verità.
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Pubblicato da ac su Novembre 28, 2008
Queste tre poesie sono tratte da Non ho peccato abbastanza - Antologia di poetesse arabe contemporanee, Edizioni Mondadori, 2007.
Tutta la raccolta è pervasa da una lucida ed appassionata sensibilità femminile. Versi che risuonano dentro un linguaggio di rottura con la cultura tradizionale dominante, ma allo stesso tempo alla tradizione si rifanno, quando si ricompongono, nel recupero di elementi di distinzione, come quelli rappresentati da Enheduanna poetessa-sacerdotessa sumera vissuta tra il 2285 e il 2250 a.C. capace di essere stata un esempio di “trasgressione” nella sfida e nella opposizione a rigidità e schemi costrittivi.
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Pubblicato da ac su Novembre 24, 2008
di Subhaga Gaetano Failla
Sul libro di Gero Mannella, Non gettate cadaveri dal finestrino, Coniglio Editore, 2006
“Gentile Gaetano,
le scrivo in un empito di stupore figlio della serendipità web. Cerco su Google un mio vecchio racconto su un pupazzo e per assonanza incontro il suo Sasso polvere stella. Mi piace il pezzo, non la conoscevo; e allora la cerco.”
Così mi scriveva Gero Mannella, la prima volta. Il mio stupore, perché di nuovo di stupore si tratta, è lo scoprire adesso che l’e-mail è stata spedita quattro mesi fa. In così poco tempo abbiamo condiviso, seppure solo attraverso uno schermo, passioni letterarie, nostre scritture e nostre vite; insomma, siamo diventati amici.
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Pubblicato da ac su Novembre 24, 2008
Ci sono paole strozzate/ dai lacci del silenzio/ e certe verità/ sgargianti più del fuoco
E’ un libro della schianto e del disincanto, Falsomagro (Ed. Guida, 2008), dove anche le parole si lacerano e si spezzano, si affollano spasmodiche sul foglio a stigmatizzare il danno dell’inganno (il falso – magro che ci vive dentro e intorno).
La poesia di Monia Gaita muove a cerchi concentrici in un’operazione di ricerca e di scavo “attraverso” e “dentro” le parole, sperimentando a 360° un lessico ampio e variegato, uno stile rapido e tamburato dall’uso incalzante degli accenti ri-marcati.
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Pubblicato da ac su Novembre 2, 2008
Silvio Pellico è conosciuto per il suo libro di memorie (Le mie prigioni, pubblicato dall’editore Bocca di Torino nel 1832 e tradotto nel giro di pochi mesi in inglese e in francese), ma era considerato dai contemporanei un apprezzato autore di testi teatrali. Nel corso della sua vita, come ricorda nei Capitoli aggiunti alle Mie prigioni (pubblicati nell’edizione parigina del 1843), aveva composto dodici tragedie, di cui otto erano state pubblicate e tre (Francesca da Rimini, Iginia D’Asti e Gismonda da Mendrisio) avevano avuto un buon succeso, mentre una (Corradino) era andata in scena nel 1834 al Teatro Regio di Torino tra fischi del pubblico e contestazioni di tipo politico.
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Pubblicato da ac su Ottobre 13, 2008
Charlotte e Jean Paul sono figli di una nobile (Julie De Soissons) e di un rivoluzionario (Philippe Delatouche), protagonisti di un romanzo intitolato “La rosa di Parigi”, (pubblicato a puntate sul blog: http://www.laureen.splinder.com). Julie e Philippe sono fuggiti insieme da Parigi nel 1793 e si sono rifugiati in Italia, nel Granducato di Toscana.
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