Pubblicato da ac su Novembre 28, 2008

Simone Weil, figura straordinaria e contraddittoria del pensiero filosofico e religioso del Novecento, ha attraversato il suo tempo come una rapida meteora ed ha lasciato in eredità l’originalità e l’autenticità del suo percorso speculativo con il quale ancora oggi bisogna fare i conti.
Scrittrice, irrequieta, indipendente, rifiuta schemi e scuole di appartenenza e dedica la sua breve vita alla ricerca interiore tenace fondata sull’idea di partecipazione, dell’impegno e della testimonianza.
Troviamo Simone, innamorata nella contemplazione dell’intreccio tra vita e pensiero, nelle vesti di insegnante di filosofia, di operaia, di animatrice del dibattito politico, spirituale e filosofico del suo tempo.
Attraverso le sue opere si deduce che la vita è concepita dal suo pensiero come una ricerca continua motivata dal bisogno di fare esperienza, affidandosi alla partecipazione vissuta con intensa emotività.
Dalla riflessione intorno ai suoi scritti, si comprende ancora la grandezza della Weil, la cui conquista spirituale indaga il complesso mondo delle idee e del pensiero, che mostrano l’autentica scelta di libertà in favore della verità.
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Pubblicato da ac su Novembre 28, 2008
Quando comincia una storia? In genere dall’inizio. A volte, però, è la fine di una storia che ne fa cominciare un’altra. Così ci sono due categorie di storie, quelle che cominciano dall’inizio e quelle che cominciano dalla fine. Ci sono due categorie di donne, quelle che raccontano la loro storia e quelle che non la raccontano, poi ce n’è una terza, quelle che non la raccontano giusta. La signorina a colori…
… apparteneva a quest’ultima, e forse non se ne rendeva neanche conto. E non me ne resi conto neanche io, ma questa è la fine della storia, se mai nelle storie ci siano un inizio e una fine.
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Pubblicato da ac su Novembre 28, 2008
Queste tre poesie sono tratte da Non ho peccato abbastanza - Antologia di poetesse arabe contemporanee, Edizioni Mondadori, 2007.
Tutta la raccolta è pervasa da una lucida ed appassionata sensibilità femminile. Versi che risuonano dentro un linguaggio di rottura con la cultura tradizionale dominante, ma allo stesso tempo alla tradizione si rifanno, quando si ricompongono, nel recupero di elementi di distinzione, come quelli rappresentati da Enheduanna poetessa-sacerdotessa sumera vissuta tra il 2285 e il 2250 a.C. capace di essere stata un esempio di “trasgressione” nella sfida e nella opposizione a rigidità e schemi costrittivi.
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