Archivio per Novembre 2007
come se ne vanno le donne?
Pubblicato da ac su Novembre 26, 2007
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Il siero della vanità
Pubblicato da ac su Novembre 21, 2007
Dopo il fortunato debutto con Almost blue, Infascelli torna con un thriller dalle tinte cupe scritto da Niccolò Ammaniti. Senza bisogno di andare lontano, ma scavando nel marcio che c’è nel jet-set televisivo.
Figlio del produttore e regista Roberto Infascelli (produsse Febbre da Cavallo), musicista rock, assistente alla regia di David Fincher e John Landis, regista di videoclip, giornalista: nell’immaginaria classe delle nuove leve del cinema italiano Alex Infascelli fa la figura di quello ammanicato, un po’ raccomandato, volenteroso certo e pieno di iniziative, ma senza alcun particolare talento.
Il ragazzo può permettersi, per la sua seconda opera: un soggetto di Ammaniti, un cast con nomi, le musiche di un tal Marco Castoldi in arte Morgan. Insomma ha la fortuna di avere in mano delle carte niente male. Ma fa una brutta giocata.
Le intenzioni sarebbero pure lodevoli: già con Almost Blue si manifestava la voglia di riscoprire un cinema di genere che in Italia, dopo l’esplosione di qualche decennio fa è stato spietatamente dimenticato. Ma di quel cinema manca innanzitutto il talento visivo (in questa prova ancor più che nella prima). Nonostante abbia alle spalle l’esperienza del videoclip, che per l’ “attenzione” visiva dovrebbe, in teoria almeno, costituire un’importante palestra, il regista non riesce a sviluppare gli spunti offerti dal soggetto di Ammaniti per un’elaborazione in chiave grottesca: Infascelli intuisce, forse, che potrebbe essere questa la chiave di volta del film, ma il tono “atmosferico” a cui perviene è, suo malgrado, quello della parodia più macchiettistica. Contribuiscono caratterizzazioni piuttosto banali ed una direzione degli attori non particolarmente efficace (si fa eccezione per quei nomi di cui si diceva prima, che probabilmente sanno dirigersi da sé e che comunque non danno qui sfogo a tutte le loro potenzialità) che sembra completamente dimentica di quell’importante lezione di cinema che prescriveva particolare attenzione per i caratteristi, per i personaggi secondari, per i particolari. Per inciso, quello della recitazione era uno dei grossi problemi che affliggevano la riuscita di Almost Blue.
Del tutto assenti suspence, tensione narrativa, attesa: il gravoso compito di tenere sulle spine lo spettatore è lasciato tutto alla colonna sonora (quella sì, davvero di genere) di Morgan. Gli eventi si svolgono con noiosa linearità, lo spettatore assiste senza alcun coinvolgimento emotivo, attendendo, auspicando, implorando che avvenga qualcosa, un imprevisto, un colpo di scena: nisba. I gialli televisivi dell’ultima ora al confronto sembrano Hitchcock.
da http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35012
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Aforisma
Pubblicato da ac su Novembre 21, 2007
L’orgoglio è una bestia feroce che vive nelle caverne e nei deserti; la vanità invece, come un pappagallo, salta di ramo in ramo e chiacchiera in piena luce (Gustave Flaubert)
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Vanità due
Pubblicato da ac su Novembre 21, 2007
Un tantinello più vanitosa trovo sia Romina - in fondo Alivento le aveva scritto delle belle cose, forse non sono state eccccccesssssivamente belle?
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Vanità
Pubblicato da ac su Novembre 21, 2007
Una donna che non è assolutamente vanitosa è Alda Merini
ciò facilmente si evince leggendo l’intervista che le ha fatto Giusy Calia sul blog Via delle belle donne.
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Il falò delle vanità
Pubblicato da ac su Novembre 6, 2007
Il più famoso falò delle vanità avvenne il 7 febbraio del 1497 quando in seguito alla cacciata dei Medici i seguaci del frate domenicano Girolamo Savonarola sequestrarono e bruciarono publicamente migliaia di oggetti nella città di Firenze in Italia, nella festa di martedì grasso.
L’obiettivo di questa furia distruttiva era l’eliminazione di qualsiasi oggetto considerato potenzialmente peccaminoso, oppure inducente allo sviluppo della vanità, includendo articoli voluttuari come specchi, cosmetici, vestiti lussuosi, ed anche strumenti musicali. Altri bersagli includevano libri “immorali”, manoscritti contenenti canzoni “secolari” o “profane”, e dipinti. Tra i vari oggetti distrutti in questa campagna vi furono alcuni dipinti originali che trattavano temi della mitologia classica, eseguiti da Sandro Botticelli, che egli stesso provvide ad abbandonare sul rogo.
Questi falò non vennero inventati da Savoranola, ma erano un naturale e comune seguito ad i sermoni pubblici all’aperto tenuti da San Bernardino da Siena nella prima metà del secolo.
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